State pensando di partire per un breve periodo per fare volontariato in Africa? Ecco qualche “parola” da ricordare e da portare in valigia, per essere preparati e affrontare l’esperienza anche con un pizzico di disincanto.

Tutti ritornano da un’esperienza di volontariato in Africa parlando dei sorrisi dei bambini e del calore che hanno vissuto. Il mio scopo qui è di mettere in luce anche gli aspetti meno emotivamente coinvolgenti e più pratici.

CONSIGLI PER FARE UN’ESPERIENZA DI VOLONTARIATO IN AFRICA

A COME APERTURA MENTALE E ADATTAMENTO


Soprattutto se siete alle vostre prime esperienze in un contesto culturale diverso dal vostro, la parola chiave è “Apertura”. Partite senza aspettarvi nulla e non rimarrete delusi. Spesso partiamo con noi un bagaglio di preconcetti e idee pregiudiziali, che è ancora più pesante dell’effettivo bagaglio fisico.

Siate aperti anche verso voi stessi: è umano se, alla fine di una intensa giornata, la relazione e i giochi con i bambini – che tanto avevate “pregustato” o su cui avevate investito molte aspettative – non vi sembrano più “idilliaci” (non siete dei mostri se dopo un po’ non sopportate più i bambini che vi toccano i capelli o che si divertono a vedere come cambia il colore della vostra pelle con i pizzicotti). 
In certi contesti la vita comunitaria è la prassi, ma può capitare che chi non è avvezzo o abituato a questo stile di vita possa sentirsi soffocato: ritagliatevi spazi per voi – di solitudine – anche perché un volontario “scarico” non è utile a nessuno.

Seppur io mi sia sentita coccolata dalla cuoca della Missione, e la mia cameretta non fosse niente male, è necessario un certo spirito di adattamento per vivere esperienze a cui non siamo molto abituati.
Chiedete informazioni a chi è partito prima di voi per fare un’esperienza di volontariato in Africa per sapere cosa aspettarvi: i progetti e le condizioni dei Paesi in Africa non sono tutte uguali. Non avere l’acqua calda – quando fuori piove da giorni e l’aria è fredda (ebbene sì, in Africa può anche fare freddo, non ci sono solo deserti, soprattutto se sei in una valle a 2.000 metri di altezza) – può non essere una passeggiata se si parte “non preparati”.

B COME BAMBINI E BIANCO: COME VIVERE LE RELAZIONI IN AFRICA SENZA ESSERE DELUSI


In moltissime organizzazioni le attività che sono richieste per fare volontariato in Africa sono quelle a contatto con i bambini. Anche se non avete mai avuto esperienza con i bambini (in effetti in Africa sanno essere molto irruenti), non spaventatevi: rilassatevi e tirate fuori il vostro bambino interiore!

Ricordatevi inoltre che – volenti o nolenti – i colori in Africa hanno il loro peso. Sarei ipocrita se vi dicessi che le relazioni sono tutte sincere, disinteressate e paritarie. Voi rimanete “l’Uomo Bianco”, con tutti i pro (ammirazione, curiosità) e i contro (il vile denaro!) del caso. Non stupitevi se verrete avvicinati sulla strada da persone che non vorranno conoscere nulla di voi ma vi chiederanno denaro o favori e godetevi, invece, le relazioni spontanee che vi arricchiscono in termini di calore umano.

C COME CURIOSITÀ E CONOSCENZA


Forse io sono troppo organizzata e dovrei imparare di più a lasciarmi andare. Ho trovato però utile anche prepararmi – non solo emotivamente – alla partenza. Cercate di conoscere il più possibile la cultura del Paese in cui farete volontariato. Non faccio riferimento solo alla storia e alla geografia del luogo, ma a quelle piccole differenze culturali che non si imparano sui libri di scuola. Qual è lo stile di comunicazione prevalente in quel Paese (e non parlo della lingua)? Perché è così importante la famiglia e la comunità in certi contesti?

Una volta giunti a destinazione, siate curiosi: provate, sperimentate e assorbite come una spugna.

Questa è la base per un’altra fondamentale “C”, quella del Cambiamento e della Crescita Personale.
Ma di questo ne parleremo in un altro post con la mia esperienza personale!

Valeria Salvai per LeDonneLoSanno.it