Viaggiare con i bambini spesso spaventa, sembra qualcosa di assolutamente lontano dalla realtà e troppo difficile per essere realmente fatto. Ma diciamoci la verità, spesso e volentieri quelli ad essere spaventati, o meglio terrorizzati, all’idea di viaggiare con i bambini sono quelli che non viaggiavano neanche prima di avere i figli; quelli che piuttosto di partire per una nuova avventura tornano per l’ennesima volta nella solita meta vacanze di ogni anno. NON C’E’ niente di male nel non essere un viaggiatore, ognuno sceglie come spendere le proprie risorse economiche e temporali, questo articolo, però, vuole dare fiducia a quei genitori o aspiranti tali che temono di perdere la possibilità di viaggiare una volta che arrivano i figli.
Viaggiare con i bambini: la mia esperienza
Ad oggi sono mamma di una piccola duenne che nel corso del suo primo anno di vita è salita su oltre 20 aerei e ha già messo piede su tre continenti. Ho iniziato a viaggiare con lei quando era ancora poco più di un agglomerato di cellule.
Quando ho scoperto di essere incinta non ho mai dubitato che avrei ripreso a viaggiare con mia figlia quanto prima, ero consapevole del fatto che nulla sarebbe stato più come prima e viaggiare avrebbe preso una piega totalmente diversa. Sapevo che avrei definitivamente abbandonato i viaggi low cost ma non ho mai considerato l’opzione di smettere di viaggiare.
Viaggiare è parte di ciò che sono, è la mia essenza ed essere madre aggiunge solo una nuova sfumatura a tutto ciò, non toglie nulla a chi ero prima di diventarlo.
Ad oggi ho viaggiato con Luce da e per l’Australia, siamo stati in Giappone, abbiamo fatto diversi viaggi in Europa e diversi viaggi in Australia. Sono state esperienze indimenticabili sia per noi che per lei e le rifarei tutte altre mille volte.
Viaggiare in aereo con un neonato
Non so bene perchè ma molti sono spaventati dai voli in aereo con i neonati, a mio avviso sono i più facili in assoluto. Molto, forse, dipende dal bambino in sé, dalla presenza di eventuali coliche o problematiche generali.
Luce è sempre stata una bambina molto tranquilla o “normale” se vogliamo, non ha sofferto di coliche e non ha mai avuto grossi problemi a dormire. Per questo motivo i voli presi con lei nei primi 9 mesi sono stati i più facili in assoluto: lei si è sempre addormentata prima del decollo e svegliata al momento dell’atterraggio. Persino nel lungo volo Australia-Italia e Italia-Australia ha dormito per la totalità del viaggio – fatta eccezione solo per il momento dei pasti.
Viaggiare in aereo con bambini dopo l’anno di età
Se viaggiare in aereo con i neonati è stata, per noi, la cosa più semplice e naturale del mondo tutt’altra storia è stata viaggiare con Luce dal compimento dell’anno di età – che per Luce è stato anche il momento in cui ha iniziato a camminare.
Una volta che i bambini iniziano a camminare e decidono di volersi muovere autonomamente, tutto cambia radicalmente e la loro gestione in aereo diventa piuttosto complessa – per usare un eufemismo che non vada a terrorizzare nessun genitore che non ha ancora vissuto questa esperienza.
In questo caso l’organizzazione sarà la vostra migliore amica. Bisognerà essere sempre pronti a intrattenerli, nutrirli e divertirli per evitare rendano il volo una vera e propria tortura – approfondiremo questo punto al paragrafo con i miei consigli pratici.
Viaggiare con i figli: un nuovo modo di viaggiare
Partiamo da un’importate verità: viaggiare con i figli non è come viaggiare senza. Non è una questione di meglio o peggio, sono semplicemente due esperienze totalmente diverse.
La cosa più importante da considerare quando si inizia a organizzare un viaggio con i figli è che, appunto, ci saranno anche loro! Sembra una cosa piuttosto scontata ma non lo è. Un bambino è, a tutti gli effetti, uno dei partecipanti al viaggio e come tale deve essere preso in considerazione e rispettato, sia esso nella scelta dell’itinerario, degli alloggi, dei ristoranti o dei voli.
Provare a organizzare un viaggio con i figli con le stesse tempistiche e modalità con cui lo si faceva prima del loro arrivo sarebbe solo un grosso fallimento.
Viaggiare con i figli: la scelta degli hotel
Ahimè questa è una delle note dolenti del viaggiare con i bambini. Se prima del loro arrivo l’unica regola era: basta che ci siano un tetto e un letto, ora la situazione cambia radicalmente. Quando si viaggia con i figli, nella scelta dell’albergo si prenderanno in considerazione molti più aspetti: distanza rispetto alla stazione più vicina, spazio in camera per avere una culla o lettino da campeggio, la necessaria presenza di un bagno privato, bollitore in camera per – eventualmente – preparare/scaldare il latte, presenza di un’area giochi o hall dove passare del tempo con i bambini.
Scegliere un alloggio adatto ai bambini non è necessariamente una scelta più costosa ma potrebbe esserlo in alcuni paesi; ad esempio nel corso del nostro viaggio in Giappone abbiamo speso almeno un 20% in più di quello che avremmo speso senza Luce per assicurarci di avere delle camere sufficientemente ampie da permetterci di allestire un letto per lei – la culla non era un’opzione praticamente in alcun hotel di prezzo normale.
Un’altra cosa che abbiamo notato è che dichiarare in fase di prenotazione di avere un infante non è un’ottima idea. Il prezzo della camera lievita consistentemente ma la camera che ci si aggiudica è la stessa che si avrebbe senza bambini. Fino ad ora noi abbiamo sempre prenotato per due adulti e non abbiamo mai avuto problemi al momento del check in.
Il mio consiglio è, quindi, quello di scegliere gli hotel con attenzione in modo che il vostro soggiorno con i bimbi sia il più piacevole possibile.
Viaggiare con i figli: la scelta dei ristoranti
Anche in questo caso, come per la scelta degli alloggi, fare attenzione e scegliere con cura può rivelarsi una certa vincente per assicurarsi un’esperienza positiva e, sopratutto, evitare possibili disagi trovandosi in situazioni palesemente non kids-friendly.
Alcuni ristoranti, specialmente quelli di livello più alto, non accettano infanti o bambini sotto una certa età; altri pur non dichiarandosi palesemente come non favorevoli ai bambini, non forniscono seggiolini o non sono aperti a possibili variazioni dei piatti per assecondare le necessità dei figli.
Chiedere in fase di prenotazione, o quando si sta per entrare nel locale, se quel ristorante accetta bambini è sempre la scelta migliore – non solo in viaggio ma in generale!
Viaggiare con i bambini: non esistono regole
La verità è che possiamo leggere decine di articoli, libri, blog sul tema dei viaggi con i bambini ma, di fatto, non esistono regole universali. Ogni bambino è un universo a sé stante e lo stesso bambino può comportarsi in modo assolutamente diverso nel corso di due viaggi anche ravvicinati.
A mio avviso la cosa migliore è quella di approcciarsi ad un viaggio pronti a tutto, con la mente aperta e tanta pazienza.
Prepararsi al peggio potrebbe rivelarsi la strategia migliore per avere la più piacevole delle esperienze. Al contrario, convincersi che il proprio bambino si comporterà in viaggio esattamente come fa a casa potrebbe essere un’illusione irrealistica che potrebbe portare a una delusione in viaggio.
Viaggiare con i figli: la scelta della meta
Può sembrare una cosa scontata e di poco conto ma non lo è. Un bambino, per quanto piccolo sia, è un partecipante attivo a quel viaggio e come tale la sua presenza va rispettata.
Ad esempio: io e Marco vorremmo tanto andare a fare un surf trip in un’isola remota. Questa esperienza per quanto indimenticabile per noi non sarebbe ideale per Luce o la piccola che sta per nascere per numerose ragioni: gli spostamenti sarebbero tanti e complessi, ci troveremmo a distanze importanti dai primi ospedali nel caso in cui succeda qualcosa, vorremmo passare quanto più tempo possibile in acqua dovendole lasciare ad un baby sitter che loro neanche conoscono.
Al contrario il viaggio in Giappone che abbiamo fatto in primavera si è rivelato perfetto per Luce che al tempo aveva 16 mesi. Abbiamo calibrato tutto in modo da non sballare troppo la sua routine, abbiamo cercato di includere quanti più parchi e attività per bambini possibili e il paese in sé è forse il più kids friendly del mondo!
Rinunceremo quindi al nostro surf trip finché le bimbe non saranno grandi? No, tutt’altro. Ci andremo da soli! Non appena avremo i nonni a portata di mano ne approfitteremo per una fuga romantica. Potremmo qui aprire un altro capitolo sulla “parents guilt” di cui per fortuna noi non soffriamo ma che affligge tanti. Magari scriverò un articolo a riguardo!
Viaggiare con i bambini: passeggino e cibo
Vorrei dirvi che ci sono tante opzioni differenti e che la scelta del passeggino da viaggio non è una vera e propria mafia ma… MENTIREI! L’unico passeggino da viaggio universalmente accettato è lo YOYO. Costo ben più alto di molti altri passeggini ma la comodità di poterlo portare sempre con se e utilizzarlo durante gli scali non ha prezzo.
Il primo anno di viaggio abbiamo scelto di opporci all’acquisto obbligato di un dato brand, finendo per imbarcare il nostro passeggino di Nuna. Al compimento dell’anno di età di Luce abbiamo fatto il grande acquisto e non posso consigliarlo abbastanza!
Posso portare il cibo per mio figlio in aereo?
Si.
E’ possible portare latte, omogenizzati, acqua o qualsiasi altra cosa necessaria al bambino per tutta la durata del viaggio.
Viaggiare con i bambini: i miei consigli pratici
Per concludere vi riporto alcuni consigli pratici accumulati in questi due anni ma ci tengo, ancora una volta a precisare, che non c’è una scienza esatta dietro il viaggio con i figli quindi prendete tutto con le pinze.
Viaggi lunghi in aereo con i bambini
Se avete la possibilità di viaggiare in business siete già a metà dell’opera. Se invece siete dei comuni mortali che non hanno questa opzione, armatevi di buona pazienza e sperate in un pizzico di fortuna.
Spesso e volentieri le compagnie aree vi riserveranno un curtesy seat, vale a dire un posto vuoto vicino al vostro per poter stare più comodi – anche quando l’infante sotto i due anni di età non ha pagato il biglietto. Altre volte il volo è pieno e questa opzione non è valicabile, in quel caso GOOD LUCK my friends, il viaggio sarà davvero impegnativo.
Il nostro ultimo ritorno dall’Italia è stato fatto in una fila centrale con una Luce di 23 mesi in braccio e, fidatevi, 14 ore così non sono affatto piacevoli.
Intrattenere i bambini in volo
Per I voli di breve durata non abbiamo mai organizzato grandi cose, tra un pisolino, un pasto e la possibilità di guardarsi intorno e vedere cose nuove l’atterraggio arriva in un batter d’occhio.
Tutt’altra storia sono i voli di lunga durata, in primis quelli a/r per l’Italia dall’Australia; in questi casi l’organizzazione è di vitale importanza, pensa sofferenze paragonabili a delle torture cinesi.
Prediligere viaggi notturni dove possibile
Quando all’orizzonte ci sono 25+ ore di volo, avere la possibilità di far dormire i bambini almeno 8-9 ore è una vera e propria benedizione. Dove possibile noi scegliamo sempre di partire la sera tardi e di aggiustare la sleep routine di Luce al fuso orario della meta finale.
Essere pronti con TANTE attività diverse
Escluse le ore di sonno, se il volo è davvero lungo ci sarà bisogno di tenere i bambini impegnati ancora per taaante ore. Ciò che noi facciamo è riempire uno zainetto con cose che Luce non ha mai visto che tiriamo fuori a intervalli regolari per darle sempre qualcosa di nuovo su cui focalizzare l’attenzione. Non c’è bisogno di spendere un patrimonio per questo, anche piccole cose possono bastare.
Santi schermi
Si, anche noi cerchiamo di limitare quanto più possibile lo screen time ma ragazzi miei, fidatevi!, quando avete un giorno e mezzo di viaggio ad attendervi ringrazierete in tutte le lingue colui che ha inventato gli schermi!
Avete altri consigli da condividere? Sono felice di ascoltarvi!

