Ti sei mai chiesto come sia essere un expat? Hai mai pensato a come potrebbe essere trasferirsi dall’altra parte del mondo? Da queste domande nasce la rubrica Vita da Expat, una serie di interviste a donne espatriate ai quattro angoli del mondo.

Vivi ai Caraibi da un pò ormai – con genuina invidia da parte di tutti noi!  Ti va di raccontarci com’è nata l’idea di trasferirti qui e riassumerci brevemente la tua esperienza?

Era da qualche anno che dicevo di volermi trasferire altrove: il sogno di andare al caldo, al mare, sotto le palme e al sole… Purtroppo al tempo stavo con una persona che, nonostante come me avesse un lavoro che ci avrebbe permesso di andare a vivere ovunque, non sembrava prendere sul serio la mia idea.

Così quando ci siamo lasciati ho preso la palla al balzo spinta dal fatto che avevo conosciuto colui che ora è mio marito: nessuna motivazione è più forte di quella di andare a conquistare l’uomo che credi fermamente possa essere l’uomo della tua vita! Inoltre viverci sembrava, dal punto di vista dei documenti, molto più fattibile rispetto al paese che stavo puntando in principio, il Messico e, last but not least, perchè sapevo che avrei trovato lavoro molto facilmente visto che parlo 5 lingue e l’area vive di turismo.

A riprova di ciò il fatto che io non sia partita proprio allo sbaraglio, mi avevano già confermato un impiego quando ero ancora in Italia, così ho fatto le valige e sono partita.

Nell’immaginario collettivo espatriare significa preparare lo zaino e partire all’avventura, nella realtà si finisce invischiati nella burocrazia del paese ospitante e si combatte per un visto. Ci racconti come si fa ad andare a vivere Repubblica Dominicana?

La questione espatriare in Repubblica Dominicana è abbastanza complicata, semplicemente perchè le cose stanno, anche se molto moooolto lentamente, cambiando.

La legge prevedeva, ma prevede tutt’ora la possibilità di venire con carta turistica di 30 giorni (prolungabile a 60), poi se ti fermi di più, all’uscita del paese devi pagare una multa a seconda di quanto tempo in più ti sei fermato. La multa è abbastanza ridicola, ad esempio dai 6 ai 9 mesi paghi 4mila pesos che sono 80$ quindi circa 70€.

Ora stanno iniziando a fare controlli in arrivo in aeroporto e pare che se ti sei fermato più del dovuto per molte volte ad un certo punto potrebbero negarti l’entrata al paese; tuttavia, non esistono delle linee guida, per ora ho sentito di casi di rimbalzo solo per persone potenzialmente dannose per il paese (chi ricicla denaro, chi viene per la prostituzione ecc..).

Se vuoi metterti in regola la trafila è lunga e complicata. Le tre opzioni più papabili per ottenere un visto di residenza sono per matrimonio con dominicana/o, per lavoro o per investimento. Non c’è bisogno di dire che i documenti da presentare sono infiniti, che le tempistiche sono indefinite ed i soldi da spendere parecchi.

Però è possibile ed anche senza dover per forza pagare fior fiori di denari per un avvocato. Col visto di residenza si richiede appunto la residenza che è prima temporanea (1 anno – 5 anni) poi definitiva e permanente.

Diciamoci la verità, pensano tutti che solo perchè vivi ai Caraibi sei sempre in vacanza. Come gestisci questo aspetto?

Sinceramente non mi interessa molto di quello che pensano gli altri. Lo pensavano già prima che mi trasferissi, quando facevo la blogger full time, perciò ci sono abituata.

Da quando sono qui per necessità o altri motivi ho cambiato vari lavori e non nego che mi sono trovata a lavorare anche 11 ore al giorno con stipendi di 600€ al mese prima di trovare qualcosa di più equilibrato.

E’ ovvio che non è l’obiettivo di vita però per realizzare i propri sogni bisogna pur partire da qualche parte e finché non hai i documenti in regolare aspirare a lavori super pagati è utopia.

Se gli altri pensano che sono qui a starmene sotto una palma tutti i giorni vuol dire che non hanno idea di come funzioni la vita ma ti dirò, meglio così, così muoiono di invidia mentre aspettano tutti i giorni un treno in ritardo di almeno mezz’ora per andare al lavoro in qualche ufficio grigio di Milano.

Ognuno ha le sue priorità. Io preferisco non essere ricca ma vivere senza stress e vista mare. Poi lo sappiamo tutti che la gente parla in qualsiasi caso.

E ora veniamo all’amore <3 in Repubblica Dominicana hai anche trovato la tua dolce metà. Com’è – all’atto pratico – amare qualcuno con un passaporto diverso dal tuo nell’era dei visti anche per respirare?

Il passaporto dominicano è uno tra i peggiori e meno utili del pianeta. Organizzare un viaggio necessita molta organizzazione anticipata per poter chiedere i visti, che non sempre vengono dati e bisogna sapersi muovere tra documenti, formulari, consolati ecc.

Qui ad esempio non c’è un consolato italiano per cui la pratica richiede alcuni mesi perchè il tutto viene inviato a Panama, quindi bisogna muoversi con anticipo prima di un viaggio.

Noi per ora siamo stati fortunati. Quando ancora non eravamo sposati siamo riusciti ad ottenere per lui il visto turistico Schengen di 1 mese per poter andare in Italia a trovare la mia famiglia, a fare un giretto dell’Europa – visto che lui non era mai uscito dal suo paese – e per sposarci nella mia Lodi.

Nonostante le previsioni drammatiche di tutti è stato abbastanza semplice ma questo perchè lui aveva dei soldi da parte ed un buon lavoro, in caso contrario confermo che è abbastanza impossibile. Ora che siamo sposati non è tutto rosa e fiori ma sicuramente più facile.

Gli è stato dato un visto di 1 anno per l’Europa con ingressi multipli ed abbiamo intenzione di richiedere quello USA di 10 anni.

Per le prossime vacanze direi che siamo apposto! 😉 Poi in futuro richiederemo la cittadinanza italiana per lui con annesso passaporto per non avere più problemi.

Di cosa ti occupi in Repubblica Dominicana? Facevi lo stesso lavoro in Italia?

Ho fatto varie cose da receptionist e guest service a supervisione di operazioni di un hotel a quello che mi piace e mi si addice di più, ovvero le escursioni. Vendo escursioni ai turisti e li accompagno facendo a volte anche da guida o comunque da tour-leader, a volte rivesto anche i panni di fotografa. Nel mentre, continuo qua e là con il mio lavoro iniziato in italia come blogger/influencer grazie ad alcune collaborazioni.

Domanda del secolo: vorresti tornare in Italia? Cosa ti manca di più del nostro paese? Cosa pensi serva all’Italia per risollevarsi dalle sue ceneri?

Non tornerei mai a vivere in Italia. Sicuramente tornarci ogni tanto fa piacere perché ci ho vissuto per 26 anni ed è sempre bello ritrovare amici, vecchie abitudini e luoghi conosciuti però non ci tornerei a vivere.

Se e quando un giorno avrò un figlio che abbia l’età per andare a scuola allora quasi sicuramente tornerei in Europa ma al 99% sceglierei la mia seconda patria, ovvero l’Austria, la mia amata, raffinata ed avanzata Vienna.

A grandi linee non mi manca nulla a parte la mia macchina, tutto quello che può mancare dell’Italia, per esempio il cibo, lo trovo facilmente anche qui.

Cosa serva purtroppo non ne ho idea, sicuramente più organizzazione ed attenzione al turismo.

Segui la vita di Valentina ai Caraibi e per tutte le altre informazioni leggi il suo blog www.guendastravels.com

Ti è piaciuta questa intervista? Leggi le altre interviste di VITA DA EXPAT