Sul web la diatriba tra partita iva e posto fisso è sempre all’ordine del giorno; è tutto un lamentarsi del pagamento del F24 o della mancanza della tredicesima da una parte e un lamentarsi che la tredicesima è finita ancor prima di arrivare dall’altra.

I PRO DEL POSTO FISSO

  • appunto il posto FISSO – ossia la certezza che a meno che non si uccida il gatto del capo a fine mese si registrerà un segno + sul conto corrente
  • la possibilità di fare progetti basandosi su guadagni certi
  • la facilità con cui è possibile chiedere un prestito in banca grazie alle garanzie lavorative che puoi offrire
  • le ferie pagate
  • la malattia pagata – che non significa starsene a casa con 36.9° ma non essere costretto ad andare a lavoro con 38° altrimenti quella settimana-mese non mangi!
  • il giorno libero più o meno sicuro – ergo puoi fare progetti per la tua vita che esulino dall’attività lavorativa
  • la pensione – un giorno, se ci arriverai vivo e in salute, forse potresti raccogliere i frutti di 40 o quasi anni di lavoro: la pensione! Con l’augurio che l’INPS non fallisca prima, vi auguro di riuscire a godervela davvero

I CONTRO DEL POSTO FISSO

  • appunto il posto FISSO – quella sensazione di imposizione che arriva dall’alto e ti incatena a qualcosa che è difficile lasciare
  • se il lavoro che fai non ti piace, farlo tutti i giorni per tutta la vita uccide
  • a meno che tu non abbia le qualifiche per fare carriera nel campo in cui sei impiegato, a 60 anni avrai uno stipendio quasi pari a quello che avevi a 20

I PRO DELLA PARTITA IVA

  • lavori per te stesso, ogni centesimo che guadagni è tuo (o dello stato o di eventuali collaboratori da TE scelti)
  • lavori come e quando vuoi – che non significa non fare un cazzo da mattina a sera in una villa di Bali, quanto piuttosto che per portare a termine un dato progetto lavori 24 ore su 24 per giorni ma lo fai consapevole che lo stai facendolo solo ed esclusivamente per la tua azienda
  • scegli tu con chi lavorare e cosa fare – anche in questo caso la selezione basata sui propri gusti è un lusso che ci si può permettere con un minimo di carriera/esperienza alle spalle ma sai che stringendo i denti all’inizio presto raccoglierai i frutti del tuo lavoro
  • sei stimolato a fare sempre meglio – sei il volto e il capo della tua azienda, se qualcosa va storto sei tu a fare la figuraccia o perdere soldi; sarai quindi sempre pronto ad aggiornare la tua preparazione e dare il meglio di te in ogni progetto

I CONTRO DELLA PARTITA IVA

Per questo argomento bisogna precisare che il problema della Partita Iva in Italia è l’Italia non la Partita Iva: in tanti Paesi del mondo la gente non trema a solo sentire la parola partita iva. In tanti altri Paesi del mondo un libero professionista con decenni di carriera non si trova a pagare il 70% di tasse con il rischio di finire sul lastrico dall’oggi al domani, pur al netto di un utile significativo.

PER CUI: QUALI SONO I CONTRO DELLA PARTITA IVA?

  • la mole di tasse anticipate da pagare per l’anno successivo
  • l’incertezza del sistema fiscale del mondo freelance – le soglie cambiano di continuo e non sai mai se devi fare 730, se sei nel regime dei minimi, se devi pagare x% di tasse o y%
  • se non si hanno i santi in paradiso o una discreta botta di culo (unita a taaaanta pazienza) difficilmente si riesce ad accedere a servizi quali maternità, disoccupazione o malattia (e anche quando si riesce ad accedervi c’è il rischio di rimanere numerosi mesi senza stipendio)
  • se per un qualsiasi motivo (salute, famiglia, varie ed eventuali) non riesci a lavorare non guadagni nulla
  • se non dai il 1000% ogni volta, c’è il rischio che non guadagni abbastanza per sopravvivere

POSTO FISSO O PARTITA IVA?

Quindi per concludere direi che sono entrambe forme contrattuali più che valide perché entrambe presentano una lunga serie di pro e solo qualche contro che fa parte del gioco. Se mai vi trovaste a dover scegliere tra queste due possibilità sappiate che siete estremamente fortunati!

Quelli di cui non si parla sono tutti quei poveri stronzi che – come la sottoscritta – non appartengono né alla prima categoria né tantomeno alla seconda.

Siamo noi dei contratti a progetto, a chiamata, contratti a due mesi, apprendistati, voucher, contratti casual (nel caso di Danila in Australia), tirocini e chi più ne ha più ne metta.

Siamo quelli che non hanno mai goduto di un cazzo di giorno di ferie pagate o malattia retribuita, siamo quelli con lo stipendio che oscilla come le onde di un mare in tempesta. Un mese guadagni 1300 euro e quello dopo magari 400. Siamo quelli che non possono fare programmi a lungo termine ma neanche a breve termine perché non sapremo mai se la settimana o il mese successivo lavoreremo come quello precedente.

Siamo quelli liberi di andare in vacanza tutte le volte che vogliono perché non abbiamo obblighi nei confronti del datore di lavoro ma che hanno a stento la disponibilità economica per arrivare nella città più vicina.

Quindi che voi abbiate la partita iva o il posto fisso smettetela di lamentarvi per una buona volta perché in entrambi i casi avete più benefit di chi come me non ha un vero contratto.

Con affetto.

Danila.